Il mimetismo del camaleonte

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Il mimetismo del camaleonte

I camaleonti sono rettili che appartengono al sottordine dei sauri e si dividono nelle famiglie dei Brookesiinae e dei Chamaleonidae; in tutto circa 150 diverse specie che vivono principalmente in alcune zone dell’Africa ma sopratutto in Madagascar, loro terra di origine secondo alcuni studi pubblicati sulla rivista “Nature” dove sono comparsi circa 26 milioni di anni fa. Vivono principalmente tra alberi e cespugli ove grazie alla loro conformazione corporea e alla loro colorazione riescono a mimetizzarsi bene. Alcuni esemplari possono raggiungere 80 cm di lunghezza mentre la specie del Brookesia è lungo solo dai 3 ai 5 cm

In Madagascar si hanno numerose occasioni di incontrare i camaleonti, ammirare i loro colori sgargianti, osservare i loro movimenti che ricordano quelle di una ripresa cinematografica passata con la tecnica moviola e rimanere stupiti dalla incredibile velocità con cui catturano le loro prede con la lingua. Personalmente sono affascinato dai questi animali che mi fanno pensare a piccoli dinosauri sopravvissuti all’estinzione e vorrei condividere con voi alcune informazioni e curiosità in attesa naturalmente che abbiate l’opportunità di ammirarne qualche esemplare.

Innanzitutto i camaleonti sono generalmente solitari, timidi e fortemente territoriali, non socializzano tra loro se non tra maschio e femmina ma solo nel periodo del ciclo riproduttivo, in un occasionale incontro tra 2 maschi o un maschio e una femmina al di fuori del ciclo produttivo, nascerà certamente una disputa territoriale e i camaleonti reagiranno cercando di scacciare l’avversario gonfiando il corpo e spalancando la bocca nell’intento di apparire molto più minacciosi di quanto lo siano in realtà; la colorazione della pelle diventa decisamente sgargiante amplificando in tal modo il messaggio all’avversario di allontanarsi; di norma l’esemplare più grande e quello che saprà impressionare di più l’avversario vincerà la disputa senza dover passare ad un vero e proprio combattimento. Che animale asociale e scorbutico… però nulla toglie al suo fascino.

I camaleonti fanno certamente parte di quelle specie di animali capaci di mimetizzarsi e addirittura sono capaci di cambiare il colore della propria pelle per comunicare ad un altro esemplare della stessa specie il loro stato emozionale e ormonale; per esempio durante un corteggiamento, durante una disputa territoriale, se si trova in uno stato di rilassamento fisico o diversamente se si trova in stato di stress. Stupefacente no? Le diverse specie in grado di cambiare colore lo fanno con un range di sfumature ben definite. La cute del Camaleonte è ricoperta da scaglie cornee di dimensione variabile e forma omogenea o eterogenea a seconda della specie. Al tatto della cute il Camaleonte da una sensazione quasi vellutata, il corpo però è muscoloso e sodo.

I bulbi oculari dei camaleonti sono completamente indipendenti l’uno dall’altro e possono ruotare di 180 gradi sul piano orizzontale e di 80 gradi su quello verticale così da poter osservare per esempio da una pupilla ciò che sta di fronte e dall’altra ciò’ che gli sta dietro, questa peculiarità insieme al fatto di avere occhi sporgenti consente a questo animale di controllare a 360° gradi l’ambiente circostante senza dover fare alcun movimento che possa insospettire la sua preda. Gli occhi del camaleonte sono in grado di mettere bene a fuoco un insetto e di calcolare con precisione la distanza, in questo modo quando l’insetto entra nel suo campo di azione è sufficiente circa 1/25 di secondo per catturare la preda con la sua lingua che riesce a coprire una distanza fino ad una volta e mezza la lunghezza del camaleonte. L’operazione di cattura avviene in 3 fasi : 1) individuazione della preda all’interno del suo campo di azione valutando l’esatta distanza; 2)preparazione del lancio della lingua e apertura della bocca; 3)cattura della preda lanciando la lingua ad una velocità di circa 20 km/h. L’azione è talmente fulminea che nella maggior parte dei casi le prede non hanno neanche il tempo di accorgersi di quanto sta succedendo. Secondo alcuni studi scientifici l’incredibile velocità della lingua del camaleonte non è dovuta solo alla potenza muscolare non indifferente di questo animale ma grazie al fatto che abbia saputo sviluppare una sorta di capacità biologica di immagazzinare una forte dose di energia e di saperla rilasciare al momento opportuno al fine di far raggiungere alla lingua una velocità tale che altrimenti non sarebbe possibile con la sola forza muscolare.

Il camaleonte con la sua coda prensile e le sue zampe, ognuna delle quali ha 5 dita dotate di robuste unghie e cuscinetti plantari può permettersi una presa molto salda sui rami anche molto sottili. Osservare il movimento di un camaleonte è certamente buffo ma questa tecnica gli consente di muoversi nel fogliame senza rischi di essere visto. Il passo è lento, ha un movimento che oscilla continuamente avanti e indietro per confondere i contorni del corpo con l’ambiente circostante, in particolare quando si trova nel suo habitat più congeniale ovvero alberi o cespugli e può in tal modo mimetizzarsi molto bene. La testa dei camaleonti è spesso ornata da una notevole varietà di corni e protuberanze che rendono questo animale ancora più singolare e dall’aspetto preistorico, i maschi sono quelli che vantano le forme più singolari e bizzarre.