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Viaggio in Madagascar - Max

Viaggio in Madagascar, l' "isola continente"

Io, Max

Eccoci qui! Dopo mesi trascorsi lavorando, e sognando questa vacanza, dopo gli incontri per pianificare date e itinerari, eccoci, alle 6 del mattino del 13 Agosto nell’aeroporto di Linate pronti a partire per il Madagascar. Nei nostri occhi un po’ di stanchezza per le poche ore di sonno trascorse, ma tanta voglia di partire e di vivere la vacanza.

I protagonisti: Cristina, Laura e Max.

L’arrivo ad Antananarivo, detta brevemente Tanà dai malgasci, sbrigate le formalità e le pratiche doganali, dopo un’intera giornata passata in aereo, ci lascia solo il tempo di raggiungere l’albergo in centro, attraversando la città addormentata.

La temperatura notturna è decisamente fresca, per noi che arriviamo dall’agosto milanese, e ci fa ricordare che siamo a sud dell’equatore, quindi in inverno, a 1400 metri sul livello del mare.

Il mattino successivo invece attraversiamo la città ben sveglia ed animata fin dalle prime ore di luce. Scopriremo presto che in Madagascar la vita della gente è strettamente legata all’alternarsi del giorno e della notte: in un paese dove l’elettricità viene distribuita solo nelle città e l’illuminazione pubblica è pressoché inesistente, tutte le attività commerciali, i trasporti, ed il lavoro si svolgono sotto la luce del sole, mentre la notte è riservata al riposo.

Giungiamo in aeroporto per prendere il volo interno per Fort Dauphin e scoprire che Air Madagascar ha posticipato il volo di qualche ora: inconvenienti di viaggio che in un paese come questo vanno presi con calma e filosofia (mora-mora è un’ espressione malgascia che esprime bene questo concetto), ne approfittiamo per cambiare gli euro in valuta locale e per provare l’attrezzatura fotografica. La valuta locale: il Franco Malgascio è svalutatissimo! Cambiando 600 € riceviamo più di 7 milioni di franchi in banconote da 25mila!

Il taglio insolito, la quantità di banconote (quasi 300!) e la presenza di una nuova valuta ( l’Ariary che vale 5 FRM) ci obbliga ad estenuanti conteggi e ci costringe a girare con un pacco di banconote di dimensioni degne di uno spacciatore di coca.

Ad ogni modo alle 13 partiamo da Tana e nel primo pomeriggio atterriamo finalmente all’aeroporto di Fort Dauphin.

Il sud

Siamo all’estremità sud-est del Madagascar ed il clima qui è molto diverso da Tana: l’influenza oceanica regala a questa regione un clima caldo ma ventilato di giorno con notti miti e precipitazioni possibili anche nella stagione asciutta, ma noi siamo molto fortunati e di pioggia ne incontreremo poca e soprattutto concentrata nelle ore notturne.

Visitiamo subito Nahampoana, una piccola riserva privata pochi chilometri ad est della città, qui facciamo il nostro primo incontro con i lemuri che tanto spesso ritroveremo durante il viaggio: animali straordinari, antenati delle scimmie che li hanno soppiantati nell’evoluzione naturale in ogni altra parte del mondo, sono qui presenti con numerosi generi e famiglie. La storia geologica dell’isola del Madagascar che si è staccata dal continente africano 160 milioni di anni, fa ha fatto sì che l’evoluzione della vita di piante ed animali si svolgesse in modo molto differente dall’Africa continentale ed i lemuri ne sono l’esempio più evidente.

A Nahampoana sono presenti i Catta dalla lunga coda ad anelli, e i Sifaka (Propithecus Verreauxi) detti i ballerini per il curioso modo di procedere sul terreno. I lemuri vivono in libertà, ma risiedono nella riserva grazie al cibo che l’uomo gli fornisce, tuttavia sono un gruppo piuttosto numeroso e vivace e danno l’idea di vivere in condizioni simili a quelle naturali.

Verso il crepuscolo abbiamo potuto osservare sugli alberi anche alcuni piccoli lemuri notturni del genere Microcebus che vivono liberi nella riserva.

Molto interessante anche la flora che raccoglie tutte le specie possibili da trovare in questa regione del Madagascar: da quelle endemiche come la Palma Drieda o triangolare ai giganteschi bambù ed ai Baobab di cui in Madagascar si contano ben 7 specie di cui 6 endemiche.

Simpatico il giro in canoa che viene proposto ai turisti nel canale che circonda la riserva, nel tragitto abbiamo potuto osservare da vicino un Boa addormentato su un ramo.