Viaggio Rajasthan - donne con sari colorati

Viaggio in Madagascar - Marzia

Prima di partire da Antananarivo ho chiesto ad Alain di tenere gli occhi ben aperti per vedere se è possibile assistere ad uno dei riti che regolano la vita dei malgasci; se si è fortunati infatti ci si può imbattere in qualche grande festa data ad esempio per inaugurare una nuova abitazione o per rendere omaggio agli spiriti che svolgono un ruolo importante nella vita della popolazione. Uno degli avvenimenti più importanti nella vita di una famiglia è la cerimonia con cui vengono onorati i defunti. Vengono riesumati i resti, le ossa vengono accuratamente spalmate di olio sacro prima di essere ricoperte da stoffe e portate in giro per permettere allo spirito di vedere i cambiamenti del villaggio dopo la sua morte; la cerimonia è seguita da una grande festa che culmina con il sacrificio di uno o più zebù e il banchetto può durare giorni interi. Purtroppo non sono così fortunata, sarà per la prossima volta!

In compenso arriviamo ad Ambalavao proprio nel giorno del grande mercato settimanale di zebù, centinaia di capi di bestiame vengono venduti e scambiati dalle tribù dei Bara, in maggioranza allevatori e nomadi; seguire le contrattazioni è un’esperienza davvero interessante perché ricca di riti e gesti pieni di significati che Alain pazientemente mi spiega. Ad Ambalavao c’è una vecchia cartiera artigianale che produce la famosa carta di Antaimoro, ricavata dalla lavorazione della sisal (una pianta locale) su cui vegono incollati a mano dei fiori secchi.

Da Ambalavao in poi il paesaggio cambia, il clima più secco lascia spazio a grandi praterie; imbocchiamo una pista di terra rossa che ci porterà al Parco Nazionale dell’Isalo. Questo parco, che include l’omonimo massiccio, protegge un’area di oltre 80.000 ettari con formazioni rocciose scolpite dagli agenti atmosferici che creano una magica atmosfera. La vegetazione è concentrata all’interno di canyon dove si trova acqua in abbondanza. Sono numerosi i percorsi di trekking che consentono di esplorare il Parco visitando canyon, piscine naturali, grotte, arrampicandosi su ripidi sentieri che attraversano il massiccio roccioso. Verso sera Alain mi porta alla famosa “finestra dell’Isalo”, costituita da pietre naturali che il sole al tramonto illumina tingendo le rocce e il paesaggio con diverse sfumature di colore.

L’ultima tappa di questo tour mi porta a Tulear, città sulla costa sud occidentale del Paese. Dopo un giorno di riposo, eccomi pronta ad affrontare un altro scenario del Madagascar. Percorrerò circa 160km di pista costiera in direzione nord tra Tulear e Ampassilava per arrivare al Laguna Blu Resort, meta del mio soggiorno mare. Partenza come sempre di mattina presto, ormai sono perfettamente a mio agio con i ritmi dei malgasci che vivono la giornata dalle prime luci dell’alba fino al tramonto; d’altra parte siamo in un Paese dove l’elettricità è diffusa solo nelle città e quindi ogni attività si ferma con l’oscurità. Il mio nuovo autista è di origine indiana, anche se vive in Madagascar da generazioni, dice di conoscere la pista meglio di casa sua; l’auto, una vecchia 4x4, sembra averne passate un po’ di tutti i colori, ma l’autista garantisce sulla sua affidabilità. Il tempo di fare alcune provviste commissionate dal Resort e si parte.

Il viaggio durerà 8 ore + 1 ora mezza di pausa per il pranzo, sono arrivata a destinazione a pezzi, ma affascinata a tal punto dalla bellezza dei luoghi che sarei pronta in qualsiasi momento a ripetere l’esperienza. La pista costiera attraversa tratti di foresta spinosa, si vedono qua e la alberi di baobab a volte giganteschi e dalle forme più strane, si costeggiano splendide baie deserte con spiagge di sabbia bianchissima e caratteristici villaggi di pescatori. La tribù che vive su questo tratto di costa del Madagascar è quella dei Vezo, abili pescatori e costruttori di piroghe con le quali percorrono anche grandi distanze. Si presume che i primi uomini arrivarono in Madagascar proprio attraversando l’oceano indiano a bordo di grandi piroghe con bilancere che assicura stabilità nella navigazione. A metà del percorso decidiamo di fermarci per il pranzo nel villaggio di Salary, il menù prevede pesce appena pescato che durante la cottura sulle braci viene ripetutamente spalmato con un’intingolo, il tutto accompagnato da uno squisito riso al cocco. Il resto del percorso, come del resto il soggiorno al Laguna Blu Resort, mi ha permesso di scoprire baie e spiaggie una più bella dell’altra, di fare snorkelling su una splendido tratto di barriera corallina popolato da pesci e coralli, di visitare isole deserte circondate da un mare dal colore turchese e di conoscere alcuni degli abitanti dei villaggi Vezo. Un anziano pescatore ha tentato di spiegarmi come si costruisce una piroga! La natura selvaggia di questa zona ancora poco conosciuta consente di fare escursioni davvero interessanti, come quella alla piana dei baobab, dove vivono alcuni esemplari di aquile, oppure al lago che ospita tra febbraio e aprile gruppi di fenicotteri rosa. Il rientro da Morombè, l’aeroporto più vicino, è a bordo di un twin otter, un piccolo aereo a 19 posti da cui posso ammirare per l’ultima volta, da una prospettiva differente, questo splendido tratto di costa. I giochi che la marea crea sulla sabbia, sono l’ultima immagine di questo viaggio.