Popolazione
La popolazione del Madagascar si suddivide in 18 etnie principali e in base al tipo di territorio da loro occupato e alle loro origini hanno sviluppato lingue, tradizioni, usi e costumi molto differenti tra loro, così per esempio i Betsileo che vivono nella regione degli altopiani centrali intorno a Fianarantsoa, discendono insieme ai Merina e ai Sihanaka da popolazioni malesi e indonesiane che arrivarono in Madagascar a bordo di grandi piroghe attraversando l'Oceano Indiano; si contraddistinguono per le tipiche coltivazioni a terrazze e praticano il rito "famadihana" una importante cerimonia che dura diversi giorni in cui la famiglia onora i propri morti.  I Sakalava invece che vivono nella parte nord occidentale del Paese, ostentano il loro potere in base al numero di zebù che possiedono e comunicano con gli antenati tramite persone che cadono in tranche. I Malgasci sono generalmente cordiali e ospitali e difficilmente i viaggiatori incontreranno problemi nei rapporti con loro. Il Paese è ricco di tradizioni locali molto rispettate che distinguono la vita giornaliera di ogni tribù: queste tradizioni che generano poi riti e cerimonie sono ancora tramandate oralmente di generazione in generazione.

Lingua
La lingua ufficiale è il malgascio, ogni regione appartenente alla stessa tribu usa spesso forme dialettali che si differiscono in modo sostanziale l’una dall’altra. Il francese è la seconda lingua che viene insegnata a scuola. La struttura della lingua malgascia è malese, mentre il lessico è per il 55% malese, per il 40% deriva dal sanscrito e per il 5% da arabo-swahili-inglese-francese-latino-greco-ebraico. L’ortografia prende una struttura ufficiale solo nel XIX secolo per iniziativa del Re Radama I; la lingua corrente si esprime ancora oggi con metafore. Per esempio : il cielo : il tetto di Dio – la collina : il bambino della montagna – il sole : l’occhio del giorno, e così via… quindi i malgasci ancora oggi amano esprimersi anche con gli stranieri mai in modo diretto ma girando intorno all’argomento.