Viaggio Rajasthan - donne con sari colorati

Diario di viaggio di Stefano e Annalisa Gualco

E così la prima parte del nostro viaggio sta per concludersi. Ritorniamo a Diego Suarez e salutiamo con dispiacere ed anche un po’ di commozione i nostri validissimi accompagnatori, che, lo ripetiamo, sono stati veramente gentilissimi e disponibilissimi per qualsiasi cosa. Pernotteremo stavolta all’Hotel Colbert, che si dimostrerà comunque inferiore al Grand Hotel (camera piccola e buia, ma per una notte può andare bene).

L’indomani mattina un breve volo di circa 1 ora ci porta a Morondava. Qui ad attenderci ci sono altre due persone: l’autista Dadà e l’accompagnatore Claude. Dopo un ottimo pasto a base di pesce e crostacei (sarà una costante nel nostro viaggio ed a prezzi irrisori) eccoci in viaggio verso Belo sur Mer. Ci aspettano circa 80 km di strada sterrata e impiegheremo circa di 5 ore per fare il percorso, anche perché, tante volte ci fermiamo per ammirare e fotografare paesaggi, villaggi, uomini e donne intenti a svolgere le loro attività quotidiane e bambini festosi che accorrono e salutano al nostro passaggio.Un grazie, ovviamente, ai nostri due accompagnatori, che, pure loro, si sono dimostrati molto disponibili e pazienti e sempre pronti soddisfare le nostre richieste. Abbiamo visitato quindi la foresta dei baobab “bottiglia” (chiamati così per la loro forma che veramente ricorda una gigantesca bottiglia), le saline ed il “porto” dove vengono caricati i sacchi di sale sulle imbarcazioni. Dopodiche’, facendo a gara con l’alta marea che sale velocemente e copre gran parte di strada per cui, a tratti, dobbiamo passare anche con la pista allagata e non di poco, giungiamo a Belo sur Mer in tempo per goderci un fantastico tramonto sul mare. Pernottamento all’Hotel La Marina. Anche qui siamo solo noi due! Una vera oasi di tranquillità e pace, con il nostro bungalow proprio a due passi dalla spiaggia.

Il mattino seguente, con il fido Claude, ci siamo recati al villaggio per vedere i cantieri navali. E’ impressionante vedere come degli uomini, con la sola forza delle braccia, riescono a costruire delle imbarcazioni così grandi e perfette. Qui tutto è fatto a mano, persino i chiodi, ed ognuno ha il suo compito, anche i più piccini. Davvero interessante! Dopo aver fatto un giro in piroga nella laguna e aver visitato la zona delle mangrovie, riprendiamo la pista che ci riporterà a Morondava.

Durante il tragitto possiamo vedere alcune tombe sakalava e quindi arriviamo alla famosa e fotografatissima Avenue du baobab, la Via dei baobab. Ed è proprio così, un tratto di pista contornata a destra e a sinistra da file di giganteschi baobab. Attendiamo qui il tramonto, ed è veramente bellissimo vedere tutti questi strani alberi allineati, con i colori e le sfumature che solo un tramonto africano sa offrire. A Morondava il pernottamento sarà da Chez Maggie, hotel molto bello, direttamente situato sulla lunga spiaggia.

Il mattino seguente, salutati anche Dadà e Claude con commozione, si parte per Antananarivo e da qui coincidenza quasi immediata per Ile Sainte Marie. Qui alloggeremo al Princesse Bora Lodge, un bellissimo hotel molto vicino all’aeroporto e su una bella spiaggia, tanto è vero che il giorno della partenza,il trasferimento dall’hotel lo faremo su di un carretto trainato da una coppia di zebu’. Ma il nostro soggiorno sulla cosiddetta “isola dei pirati” non si limiterà certo alla vita da spiaggia, anzi! Per due volte facciamo l’escursione per avvistare le balene.E, ambedue le volte, appena usciti e ancora molto vicini alla costa, eccole ! Mamma e “piccolo”, insieme, nuotano tranquille nell’oceano! Ne vedremo diverse ed è veramente bellissimo poterle ammirare così da vicino (sono passate addirittura sotto la barca).

Altro giorno, altra escursione: questa volta andiamo al nord dell’isola, alla spiaggia di La Cocoteraie. Noleggiamo un fuoristrada con autista e amico accompagnatore. La strada infatti è per lunghi tratti pessima e buche e tratti fangosi sono frequentissimi. Il paesaggio che vediamo comunque è stupendo, la vegetazione è rigogliosissima e possiamo vedere anche diverse piante di orchidee in fiore e attraversiamo inoltre numerosi villaggi, immancabilmente accolti dai saluti dei tantissimi bambini. Ma quando si arriva lassù dopo tanta strada sterrata e ti trovi di fronte una spiaggia bianca lunga 7 km tutta per te, allora ti senti come in Paradiso!

Al ritorno visitiamo pure la Chiesa cattolica più antica del Madagascar, che si trova appena fuori del capoluogo Ambodifotatra, una piccola cittadina senza particolari attrazioni se non diversi piccoli negozietti dove si possono trovare simpatici souvenir. Visitiamo poi la scuola di una missione cattolica, dove lasciamo parecchie penne e quaderni per i bambini. Gentilmente una Suora ci fa vedere le varie classi e questo ci ha fatto veramente molto piacere. Prima di rientrare in hotel visitiamo il cimitero dei pirati: incredibile ma vero, poste in cima ad una collinetta, ci sono tante lapidi pittoresche sulle quali si possono distinguere ancora piuttosto chiaramente le date di nascita e/o morte dei vari personaggi e una di queste ha ancora ben visibile il simbolo classico della pirateria, cioè il teschio con le due ossa incrociate.

Infine siamo stati un paio di volte a Ile aux Nattes, piccola isola separata da Sainte Marie da un canale che si attraversa in piroga con i ragazzi locali, in circa 5 minuti. Qui il mare è stupendo, ancora più bello che sull’ isola maggiore Sainte Marie! Con un ragazzo locale abbiamo fatto il giro dell’isola in piroga, circa 2 ore, e abbiamo potuto vedere angoli di rara bellezza, anche se su questa piccola isola c’è, secondo noi, qualche hotel, anche se piccolo, di troppo. Speriamo non ne costruiscano altri.

Ma oramai siamo alla fine di questo viaggio. Si ritorna ad Antananarivo, dove trascorriamo l’ultima notte in terra malgascia al gia’ conosciuto Hotel Royal Palissandre. Il mattino seguente infatti, ci attende l’ultimo volo, quello verso casa. Si conclude così la nostra seconda avventura in Madagascar. Siamo sicuri che tra noi e questo Paese abitato da gente meravigliosa e cordiale si è instaurato e consolidato un legame profondo, unico e inconfondibile. Abbiamo visto paesaggi bellissimi, tramonti infuocati, una natura stupenda e un mare meraviglioso, ma ciò che non potremo mai dimenticare sono i sorrisi e la gentilezza della gente e dei tantissimi bimbi che sempre abbiamo trovato in ogni luogo visitato ed in ogni villaggio attraversato.

Noi vogliamo dare un solo consiglio a chi ci legge, ma più che un consiglio si tratta di una preghiera: portate caramelle, penne, matite,quaderni, magliette, piccoli giocattoli, da distribuire ai tanti bambini che incontrerete. Noi lo abbiamo fatto ed al ritorno, nelle nostre valigie, c’erano più souvenir che cose portate da casa. Certo, non si potranno soddisfare tutti, ma comunque sarà un gesto bellissimo e ancora di più sarà bellissimo vedere il sorriso che ci regaleranno in cambio, accompagnato dall’immancabile “merci”.

Ma “merci” lo dovremo dire noi, lo dovremo dire noi a questa gente e a questo Paese meraviglioso per averci dato queste emozioni e sensazioni così uniche e incancellabili. Questo è il racconto del nostro viaggio e delle nostre impressioni. Certamente siamo consci che non tutti le condivideranno, ma a noi questo viaggio, così come quello del 2004,(ma anche come quelli fatti in precedenza in Africa) ha regalato tante forti emozioni, quelle emozioni che solo la Terra d’Africa sa dare e che certamente non dimenticheremo mai.