Viaggio Rajasthan - donne con sari colorati

Viaggio in Madagascar - Marzia

Il viaggio inizia ad Antananarivo, capitale del Madagascar; sono le 7 di mattina e sono atterrrata da poco dopo 10 ore di volo da Milano. La temperatura è decisamente fresca, ci troviamo a più di 1.000 mt di altezza e l’estate australe non è ancora incominciata. Alain, l’ autista che mi accompagnerà nella prima parte del viaggio, mi accoglie con un grande sorriso, abitudine che noterò spesso nei malgasci. Solo ora mi rendo conto di essere arrivata in Madagascar e di poter lasciare alle spalle per un paio di settimane la frenesia della vita cittadina. La partenza per il tour alla scoperta del Paese è prevista per domani; oggi la giornata è dedicata a visitare un piccolo villaggio a poca distanza dalla Capitale. Io, Marzia


Ambohimanga sorge in cima ad una collina, in p osizione panoramica; un Re della tribù Merina fece costruire qui la sua residenza verso la fine del 1.700; una ragazza simpatica si offre come guida e mi racconta la storia di questo palazzo, spiegandomi ad esempio che le mura di cinta sono state costruite con milioni di gusci di uova impastate con albume, fango e altri materiali. L’atmosfera è molto suggestiva e la vista superba. Nel pomeriggio Alain mi accompagna nel centro di Antanananarivo al famoso mercato dello Zoma, un tempo uno dei più grandi dell’Africa e oggi per ragioni di sicurezza, frazionato in vari mercati come quello dei fiori, quello artigianale e così via. Al mercato dello Zuma si può acquistare ogni genere di oggetti, dagli utensili da cucina ricavati dalle corna di zebù e da legni più o meno pregiati, alle stoffe, alle borse in rafia, ai prodotti in pelle di zebù, alle spezie, tra cui la vaniglia è forse la più preziosa.

Il giorno successivo si parte per un lungo tour di circa 1000 km che dalla Capitale, attraverso gli altopiani centrali, mi porterà in 6 giorni sulla costa sud occidentale del Madagascar. Parte dell’itinerario si snoda tra dolci altopiani coltivati a terrazze, semplici villaggi dove non mancano mai colorati mercati; lungo le strade sono molte le persone che si spostano da un villaggio all’altro percorrendo a piedi o a bordo di carri trainati da zebù fino a 20/30 km al giorno per andare a vendere i prodotti della terra nei mercati o scambiarli con altri generi di prima necessità. Il Madagascar è un Paese povero ma fortunatamente, a parte poche eccezioni, la gente ha di che mangiare. Quello che mi colpisce maggiormente sono i colori della terra di un rosso acceso (ricca di laterite) che crea grande contrasto con il verde dei campi e l’azzurro intenso del cielo.

La prima tappa è la cittadina di Antsirabe, che sorge vicino a un grande lago; qui sono rimaste varie costruzioni dell’epoca coloniale ed è piacevole aggirarsi tra le strade percorrendo alcuni tratti a bordo dei pousse pousse, carretti a due posti trainati a braccia da uomini, sono i taxi locali e per i turisti sono un vero tormento…. Il giorno successivo partenza come sempre di buon ora per visitare i villaggi Zafimaniry che si trovano in mezzo alle montagne ai margini della foresta. La tribù dei Zafimaniry è nota per l’abilità degli artigiani specializzati nell’intagliare il legno. Le loro case sono sono spesso vere opere d’arte.

Il viaggio continua con una visita al Parco Nazionale di Ranomafana che protegge circa 40.000 ettari di foresta pluviale, popolata da numerose specie di lemuri. I lemuri sono delle pro-scimmie, primati da cui poi si evolute in africa varie specie di scimmie. Questi simpatici mammiferi si differenziano in 14 specie e in Madagascar hanno trovato un habitat a loro favorevole. Nel parco di Ranomafana vivono inoltre oltre 100 specie di uccelli, rettili e camaleonti. Dopo 6 ore di cammino nella foresta sono pronta per un’ ottima cena malgascia e una bella dormita.